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Note:
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Breve viaggio in Romania alla scoperta del delta del Danubio. Con la sensazione che in tre giorni sia utopistico pensare di conoscere un posto così complesso, partiamo io, Bruno e Igi da Levaldigi (fa perfino rima) e dopo un atterraggio nella pioggia a Bucarest e quattro ore di macchina, sempre nella pioggia, arriviamo a Tulcea, capitale del delta del grande fiume. Dopo poche ore di sonno partiamo accompagnati da Alex, biologo, ex dipendente del parco, ora “jobless” (anche là la crisi si fa sentire) , e raggiungiamo la foresta di Babadag, dove provo un senso di estraniamento perché, se da un lato mi sembra di essere in uno dei residui boschi planiziali della nostra pianura padana (enormi frassini, tigli, farnie ed olmi (Ulmus glabra), dall’altro vi sono specie vegetali nuove per me come Allium siculum (presente da noi solo in Sicilia, ma abbondante attorno al mar Nero) in magnifica fioritura, alti più di un metro, l’acero campestre è sostituito dall’Acer tataricum e vi sono numerose specie erbacee di cui si può solo riconoscere al più il genere.
Ma subito l’attenzione di Bruno è attirata da un canto che si rivelerà essere di un pigliamosche pettirosso (Ficedula parva), che viene da lui fotografato con fulminea prontezza; poco più in là una civetta ci guarda attonita, mentre riusciamo ad intravedere un picchio rosso mezzano (Dendrocopos medius). La sensazione che si prova è quella di trovarsi effettivamente in un mondo ancestrale. Partiamo poi in direzione sud, arrivando in prossimità delle paludi del mar Nero, dove si vedono colonie di gabbiano pontico (Larus cachinnans) e nelle piane salmastre numerose pernici di mare (Glareola pratincola). Alla sera stanchi ma allegri cena e nanna.



Il giorno successivo partiamo verso i monti Màcin (alti ben 100-150 m…), parco nazionale dove veramente si respira l’aria della steppa. Su una distesa di prati naturali, percorsi da greggi sparsi di pecore con cani poco rassicuranti, ecco che appare un’aquila anatraia minore (Aquila pomarina), poi una coppia di aquile minori (Aquila pennata) e lungo i boschi di Carpinus orientalis (simile al nostro carpino bianco ma con foglie mignon) passa in caccia uno sparviere levantino (Accipiter brevipes). Successivo incontro con poiana codabianca (Buteo rufinus), di cui l’occhio di falco (siamo in tema!) di Igi riesce a trovare il nido con i pulli su una parete di roccia. Numerosissimi i gheppi. Speranze frustrate di raggiungere il sito del Sacro, che Alex ritiene troppo lontano. Alla sera cena lungo il Danubio con la famosa carpa.


Il terzo giorno facciamo una breve tappa su falesie di argilla con numerose colonie di gruccioni (Merops apiaster), ghiandaie marine (Coracias garrulus), storni (Sturnus vulgaris) ed una assonnata civetta (Athene noctua), mentre solo Alex riesce a vedere di sfuggita uno storno roseo (Pastor roseus); il pomeriggio ci vede lungo le paludi centrali del delta, dove purtroppo si sentono numerosi spari di cacciatori (italiani?); tra un frastuono assordante di rane e cannareccioni (Acrocephalus arundinaceus) vediamo fistione turco (Netta rufina), moretta tabaccata (Aythya nyroca), cavalieri d’italia (Himantopus himantopus), avocette (Recurvirostra avosetta), pavoncelle (Vanellus vanellus), voltapietre (Arenaria interpres), cigni reali (Cygnus olor) e Pellicani ricci e comuni Pelecanus crispus e onocrotalus), Cormorani (Phalacrocorax carbo), numerosissime sterne comuni (Sterna hirundo) e mignattini piombati (Chlidonias hybridus); Tra i passeriformi, una bella bigia padovana (Silvia nisoria). Nel pomeriggio vista dall’alto sulle paludi da una collina su cui è posto il castello medievale di Enisala; esploriamo poi un esteso bosco di carpino orientale dove vediamo un frosone (Coccothraustes coccothraustes) appollaiato su un albero secco e sentiamo un concerto di cincie e fringillidi. Il giorno dopo ritorniamo in macchina a Bucarest, passando sotto un volo di una diecina di mignattai (Plegadis falcinellus). Un pensiero mi passa di continuo in mente “tornare, tornare, tornare”









Averla cenerina Calandra Canapino maggiore Cicogna bianca Culbianchi isabellini Cutrettola ssp. dombrowskii Gabbiano corallino Gabbiano pontico Ghiandaia marina Monachella dorsonero Pellicano bianco Pellicano riccio Pernice di mare Pigliamosche pettirosso Sterna comune